Adulti in "gioco"
Ho avuto il piacere di condurre un percorso formativo rivolto a insegnanti ed educatori, dedicato al tema delle emozioni e della cura di sé. È stata un’esperienza intensa, ricca di riflessioni e condivisioni, che ha messo in luce quanto sia fondamentale per chi educa prendersi del tempo per fermarsi, ascoltarsi e rinnovare la propria consapevolezza.
Un ringraziamento speciale va all’Istituto comprensivo Fausto Gullo, al Gruppo editoriale La Scuola, alla prof.ssa Roberta Coscarella e alla dirigente Rosa Maria Paola Ferraro che ha scelto di inaugurare l’anno scolastico con questo momento di formazione. Una decisione significativa, che testimonia quanto la qualità educativa passi non solo attraverso i programmi e le metodologie, ma soprattutto attraverso la cura degli adulti che ogni giorno hanno il compito di accompagnare bambini e ragazzi. Partire dall’attenzione alle persone che educano significa dare valore alla comunità scolastica intera e investire concretamente nel benessere dei più piccoli.
Durante il corso, oltre al lavoro sulle emozioni, ho proposto anche l’introduzione di nuove metodologie didattiche, con particolare attenzione all’apprendimento cooperativo. Questa modalità permette agli alunni di imparare insieme, valorizzando le differenze, rafforzando le relazioni e stimolando il senso di responsabilità condivisa. In questo quadro si inseriscono anche le life skills, le competenze per la vita indicate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che comprendono capacità come l’empatia, la comunicazione efficace, la gestione delle emozioni e dei conflitti, il pensiero critico e creativo. Strumenti indispensabili non solo per la scuola, ma per la crescita armonica della persona.
Per me, personalmente, è stato un percorso profondamente edificante: vedere insegnanti ed educatori mettersi in gioco con passione e serietà, pronti a formarsi per il bene dei loro studenti, è stato un segno concreto di speranza. In un tempo in cui la scuola è spesso sotto pressione, assistere a questo impegno autentico mi ha ricordato quanto la dedizione degli adulti possa davvero fare la differenza nella vita dei ragazzi.
Questa esperienza ha inoltre messo in evidenza quanto sia importante costruire una vera e propria comunità educante, in cui insegnanti, educatori, famiglie e istituzioni collaborano per il bene dei bambini e dei ragazzi. Educare non è mai un compito individuale: è un progetto comune, che richiede corresponsabilità, ascolto e condivisione.
La formazione non è mai un semplice accumulo di nozioni: è uno spazio di crescita personale e professionale, dove si intrecciano vissuti, domande e nuove prospettive. Quando un adulto che lavora con i bambini e i ragazzi sceglie di mettersi in gioco, compie un atto di responsabilità e di cura. Perché solo chi è disposto a guardare dentro di sé, a riconoscere e accogliere le proprie emozioni, può poi accompagnare gli altri in un percorso autentico di crescita.
Prendersi cura del proprio cuore non significa essere perfetti, ma autentici: mostrare ai ragazzi che anche gli adulti sono in cammino, che la formazione è un processo continuo e che crescere insieme è possibile.
Investire nella formazione degli educatori è investire nella qualità della scuola e del futuro. Perché ogni bambino e ogni ragazzo meritano adulti capaci di ascoltare, accogliere e guidare con la competenza del sapere, ma soprattutto con la saggezza del cuore.




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